martedì 20 agosto 2013

La disobbedienza civile

In un momento in cui tutto sembra allo sbando, la società impazzisce, le Istituzioni fanno ridere, i controsensi sono all'ordine del giorno, i Peggiori di sempre non solo non vengono allontanati bensì vengono pregati per essere riconfermati,  il più debole viene sempre più colpito per garantire i poteri forti, le piazze di tutto il mondo insorgono e le sommosse dilagano, risulta contemporaneo il pensiero di  Henry David Thoreau, filosofo anarchico ottocentesco che scrisse un libro intitolato La disobbedienza civile.

Thoreau fu un personaggio forte, tanto per la personalità quanto per le scelte di vita: tra le tante cose che fece, si rifiutò di pagare le tasse in segno di protesta contro le scelte guerrafondaie degli Stati Uniti, allora in guerra con il Messico, e per questo fu arrestato; da allora perse completamente la fiducia nell’istituzione statale («compresi che lo Stato era stupido, [...] che non sapeva distinguere gli amici dai nemici, e persi completamente il rispetto nei suoi confronti che mi era rimasto, compatendolo») e decise di distaccarsi non solo da essa, ma anche dall’idea stessa di società, ritirandosi ad una vita appartata anche fisicamente, una scelta questa che lo spinse ad abbandonare la città e a costruirsi una capanna, in riva ad un lago isolato, in cui visse (e scrisse) per due lunghi anni.

Il linguaggio è chiaro ed i contenuti, nonostante i continui riferimenti biblici e religiosi, nonostante l’ingenuità di alcune sue considerazioni economiche, hanno l’arditezza di andare contro una tradizione filosofica e politica che nello Stato borghese ottocentesco era difficile scalzare: quella di giustificazione dello Stato borghese stesso. Egli lo nega, ne rifiuta la legittimità, fa lo stesso con la democrazia, considerata innaturale (perchè infatti una maggioranza dovrebbe avere il diritto di governare? «La ragione pratica per la quale [...] si permette ad una maggioranza di governare, non risiede nel fatto che è più probabile che essa sia nel giusto, [...] ma è solo perchè la maggioranza è fisicamente più forte»). Egli propone un’anarchismo individuale e suggerisce validi motivi e metodi per abbattere la tirannia democratica, dittatura e imposizione dei più sui pochi.

La disobbedienza civile


Rileggendolo in questo periodo di tempesta finanziaria e sociale, non si possono che trovare considerazioni perfette per il momento, soprattutto riferendosi ai politicanti da quattro soldi attuali e al peso schiacciante del capitale finanziario nel mondo globalizzato: «è opera di un numero relativamente ristretto di persone che si servono del governo stabilito come proprio esclusivo strumento, poiché il popolo non avrebbe consentito all’impresa». Non ci resta che.....

sabato 20 luglio 2013

La valle dell'olio

Risalendo l'intera vallata del Tuccio, adagiato sulla sua sponda sinistra, si incontra Bagaladi, uno degli ultimi agglomerati urbani prima di inerpicarsi sulle pendici aspromontane, un paese di antiche tradizioni e ricco di storia e cultura, le cui origini risalgono alle invasioni saracene. Addentrandoci verso la sorgente della stessa fiumara si incontrano solo le ormai quasi scomparse rovine dell'antico monastero di S.Angelo, rifugio di monaci eremiti basiliani di alcuni secoli fa.
In questa terra, caratterizzata da una numerosa presenza di uliveti e dunque produttrice di un pregiatissimo olio di oliva, affondano le origini della mia famiglia.


Ed alla produzione dell'olio è legata la storia dei miei antenati: grossi proprietari di terre coltivate ad uliveti nel comune di Bagaladi e di Roghudi Vecchio. Nonno Carmelo fu tra i primi ad avviare i vecchi frantoi a macina e presse nei due territori; mio padre continuò la tradizione di famiglia inaugurando successivamente uno dei più grossi impianti di molitura delle olive con le centrifughe di ultima generazione.
Altri elementi culturali reperibili in questo meraviglioso territorio appartengono all'arte: su tutti il gruppo marmoreo dell'Annunciazione, opera di Antonello Gagini, conservato nella Chiesa della Santissima Annunziata. 
Accanto alla Chiesa, in una posizione privilegiata che domina il centro storico, sorge il palazzo della mia famiglia: Palazzo Misiano, ceduto negli ultimi anni all'amministrazione locale e che ospita adesso una sede per mostre, meeting e congressi, un punto di riferimento per la storia, la tradizione e la cultura del paese. Particolare rilevanza e suggestiva imponenza occupa la torre di Palazzo Misiano, dalla quale si ammira l'intera vallata.

domenica 9 giugno 2013

Bisogna aver paura!

La paura è un'emozione primaria legata alla sicurezza ed ai meccanismi di difesa dell'uomo, ed ha la funzione di ottimizzare le nostre risposte di fronte ad eventuali pericoli. Essa ci permette di affrontare situazioni difficili consapevoli dei nostri limiti. 
Quando aumenta il battito cardiaco, il respiro si fa più veloce e la pressione del sangue accelera, si attiva il sistema nervoso simpatico che innesca le risorse per affrontare il pericolo rilasciando adrenalina. È dunque una reazione dell'organismo, la migliore alleata dell'uomo per sopravvivere, ma anche per crescere e sentirsi più vivi.
La paura può essere considerata come pre-condizione dello sviluppo del coraggio, perciò solo chi prova paura ed è capace di dominarla si può definire coraggioso, altrimenti si tratta di incoscienza.
Per renderci migliori bisogna dunque aver paura, per rafforzarci in previsione delle sfide cui siamo quotidianamente chiamati, rendendoci degli adulti capaci di cogliere le opportunità, di sopportare meglio lo stress e tollerare di più le frustrazioni, in poche parole per vivere meglio.

mercoledì 22 maggio 2013

Formar parte de la historia, no tiene precio

Madrid, 22 Maggio 2010, si concretizzava un sogno che molti di noi hanno coltivato fin da bambini: dopo una straordinaria stagione l'Inter guidata dall'indimenticabile Mourinho superava con una doppietta del Principe Milito il Bayern Monaco al Bernabeu e veniva incoronata Regina d'Europa, siglando il primo ed unico Triplete della storia calcistica italiana dopo la vittoria di scudetto e Coppa Italia. Veniva così scritta una pagina storica del Calcio italiano e nerazzurra in particolare.
Quella sera di tre anni fa io ero lì, in prima fila in quel tempio calcistico quale è il Santiago Bernabeu, assieme agli amici Davide e Vittorio, ed ho seguito quello spettacolo appena dietro i cartelloni pubblicitari a bordo campo, di fronte alla panchina nerazzurra, nel punto esatto in cui Milito scattava per siglare lo storico 2-0.
L'attesa è stata quasi infinita, in un clima festoso e amichevole le due tifoserie dopo aver invaso Madrid si scambiavano le coreografie dalle due curve. Quindi mentre si avvicinava l'inizio dell'incontro e la tensione cominciava a salire i nostri idoli hanno cominciato a scaldarsi ad un palmo dal nostro naso. Scattavano Maicon e Cambiasso, Eto'o e Samuel, Snejider e Chivu; e mentre in panchina scalpitavano i vari Cordoba e Materazzi, Julio Cesar si tuffava tra i pali. Allo scadere dei novanta minuti esplodeva la gioia interista: dopo l'abbraccio tra il presidente Moratti e Mourinho e il commosso saluto dello Special One sotto la curva nerazzurra, il Capitano Zanetti sollevava al cielo la Champion's League.
Ad appena tre anni da quell'impresa viviamo momenti di tutt'altra intensità e umore, ma la passione non si affievolisce mai e, anche se la vita ci riserva emozioni più importanti, quelle vissute nella serata madrilena non le dimenticheremo mai ed avranno sempre un angolo dedicato nel nostro cuore nerazzurro.







mercoledì 15 maggio 2013

Grandi, medi e piccoli

Molti si credono grandi, alcuni disprezzano i medi, parecchi considerano gli altri piccoli. In effetti ci sono tre tipi: gli uomini grandi, gli uomini medi e gli uomini piccoli. E possiamo distinguerli a seconda degli argomenti di cui parlano più spesso.
Gli uomini grandi parlano dei loro ideali, dei loro valori, di ciò che vogliono raggiungere di bello e di buono. Per se stessi, e per il bene dell’umanità.
Gli uomini medi parlano di ciò che serve soltanto a loro. E parlano soltanto di beni materiali: soldi, oggetti, prestigio sociale.
Gli uomini piccoli parlano dei difetti degli altri. La colpa dei loro insuccessi? E’ sempre degli altri, che sono cattivi, invidiosi, egoisti, disonesti… Vedono queste qualità in tutti gli altri, perché le hanno loro. Sono talmente immersi in pensieri negativi che li scorgono ovunque, tranne che in chi li genera: se stessi. E sono i più numerosi!

venerdì 10 maggio 2013

Creed Original Vetiver


La storia dei profumi Creed risale al 1760 quando venne fondata a Londra, da James Henry Creed, l'omonima Casa di profumeria che raccolse ben presto credito e notorietà tra i più importanti personaggi dell'epoca, da Napoleone III a Francesco Giuseppe, a Elisabetta d'Austria e d'Ungheria, alla Regina Cristina di Spagna.
Nel 1854 si trasferì a Parigi, sotto la protezione dell' Imperatrice Eugenia. Olivier Creed è il sesto discendente di una grande stirpe di profumieri e crea personalmente tutti i suoi profumi, fatto raro nel mondo attuale della profumeria, che conferisce un"atout" in più a queste creazioni apprezzate, oggi come ieri, presso i personaggi più in vista del "bel mondo".
Da oltre due secoli, Casa Creed crea profumi raffinati, unici, veri capolavori di composizione dove gli ingredienti naturali più ricercati si fondono in suggestive creazioni personali e distintive.
Le fragranze Creed sono una antologia di capolavori di Alta Profumeria, fra Eau de Toilette e Millesimati.

L' Original Vetiver, l'essenza che prediligo, è un profumo raro, composto da essenze nobili, dedicato ad un uomo che reinterpreta i valori della tradizione con raffinatezza e si diletta a fonderli con il suo entusiasmo per l'avventura.
Le calde e sensuali ondate del vetiver e dei legni orientali sono rese fresche e frizzanti dal sapiente uso di sentori speziati e rese leggiadre con armoniose note agrumate.
E' la prima creazione a cui ha contributo Erwin figlio di Olivier Creed. Note di testa solari e mediterraneee, sono il preludio al soffio speziato e leggermente misterioso che porta al cuore verde e boisé con un tocco caldo, per scivolare poi nell'incanto esotico-floreale e delle note di fondo calde e sensuali.

Famiglia olfattiva: Agrumata Floreale Chypre
Note di testa: Bergamotto Italiano, Arancia Amara, Mandarino di Sicilia, Foglie di Vetiver
Note di cuore: Pepe Bianco, Coriandolo, Pepe Rosa
Note di fondo: Sandalo del Mysore, Vetiver di Haiti, Ambra Grigia, Musk Tonkino
Anno creazione: 2004
Tipo di Fragranza: Maschile


martedì 7 maggio 2013

La Civiltà Madre ed i rotoli del Mar Morto

Sono un appassionato di Storia, antica, moderna e contemporanea: mi piace studiare i personaggi, calarli nel contesto in cui hanno vissuto e approfondire le culture e le tradizioni che ci hanno tramandato. Con questo argomento riconducibile agli albori della Civiltà voglio dunque rilanciare la sezione Argomentazioni del mio blog, arricchendola di alcuni spunti storici nella speranza di incontrare il gradimento dei miei lettori.

Numerose testimonianze sfogliando i Libri Sacri avvalorano la tesi della presenza sul nostro pianeta di un'arcaica Civiltà Madre, presumibilmente artefice o co-artefice della creazione dell'attuale genere umano. Da secoli, gli archeologi sono impegnati nello studio e soprattutto nella divulgazione delle prove che confermano questa presenza (ancora però non riconosciuta dalla storiografia ufficiale) sul nostro Pianeta.
In particolare prendiamo in esame i preziosissimi Libri del Mar Morto, e in particolare il Testamento di Amran, scoprendo come gli antichi testimoniano i numerosi contatti con "esseri venuti dal cielo", cosiddetti Veglianti o Vigilanti, razza sconosciuta scomparsa 7000 anni fa.
Del resto la Bibbia stessa descrive questa comunità non terrestre come "caduti" citandoli col nome di Nephilim, Refaim, Rafaim, Enacim o Emin: "Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. (Genesi 6, 1-2)".

In tempi molto più recenti (1947), sulla costa occidentale del Mar Morto, un giovane pastore intento a vigilare il suo gregge al pascolo si imbattè in alcune giare di terracotta, rompendone alcune e rischiando di danneggiare seriamente il contenuto ancor ben più prezioso. In seguito a questo avvenimento furono rinvenuti una serie di rotoli manoscritti risalenti all'epoca degli Esseni, comunità giudaica palestinese del II secolo a.C. abitanti del villaggio di Qumran. Tra loro vi era una piccola cerchia di persone appartenente alla setta dei "puri". A caratterizzarli era la loro fede ascetica, che li portò alla separazione dal Tempio di Gerusalemme. Vivendo in estrema solitudine, furono proprio loro a scrivere i Rotoli del Mar Morto, saturi di descrizioni di eventi incredibili quali "fuoco venuto dal cielo", "fuochi di luce", "fiamme della lampada di Dio", e i più enigmatici "carri di Gloria", strettamente legati alle numerose apparizioni del cielo del deserto di Giuda. E' importante specificare che l'origine dei manoscritti si intreccia con la vita di Cristo, il quale, fu accolto nella comunità degli Esseni, ed iniziato dalla stessa comunità agli insegnamenti dei maestri, che in seguito avrebbe espresso in parabole. Gli iniziati di Qumran, in pratica, rivelarono a Gesù i dettami segreti della loro dottrina iniziandolo alla sapienza ermetica.

Ma come sono arrivati i Sacri Rotoli fino a noi? Tra il 68 e il 73 d.C. gli Esseni furono sottomessi dai Romani, i quali non tardarono a saccheggiare e distruggere buona parte dei preziosi manufatti e manoscritti, nel tentativo di cancellare storicamente la loro presenza su questo pianeta. Per timore della furia devastatrice delle Legioni Romane, i sacerdoti Esseni decisero di preservare i Rotoli Sacri all'interno di otri di terracotta, minuziosamente nascosti nelle grotte della regione, dove sono rimasti custoditi per millenni.
Ma il ritrovamento più prezioso è stato registrato nel 1954, qualche anno dopo i primi scavi. Stiamo parlando del famoso Testamento di Amran (dal nome del padre di Mosè), rotolo conservato, per un breve periodo di tempo, nel Rockfeller Museum di Gerusalemme. Nel testo sono menzionati i Vigilanti, nello specifico è descritto il sogno di Amran, nel quale due uomini discutevano animatamente e lui chiese:
" "Chi siete Voi per avere su di me un tale potere?" essi risposero: "Noi abbiamo ricevuto potere e dominio su tutta l'umanità" E dissero: "Quale di noi tu scegli perché ti governi?" Io sollevai i miei occhi e li osservai. Uno di loro era di aspetto terrificante, come un serpente, il suo manto era variopinto, ma molto scuro. Ed io osservai di nuovo. Il suo volto era come una vipera..."

In un altro affascinante rotolo, ahimè tenuto ancora segreto, dal titolo La nascita di Noè, ritroviamo la descrizione della nascita del patriarca come essere perfetto, e soprattutto "conoscitore delle ascensioni" e "dei viaggi del cielo", studioso dei segreti degli Angeli Celesti. Da ciò si potrebbe dedurre ipoteticamente che Noè, conoscesse le leggi segrete del movimento del cielo e degli altri. Nel capitolo 4 del Libro dei Giubilei si legge: "Fu in quei giorni che gli angeli del Signore discesero sulla terra, gli Angeli che vengono chiamati i Veglianti, al fine di istruire i figli degli uomini e di insegnare loro il senno e la rettitudine sulla Terra. Enoch fu il primo nato sulla terra ad apprendere la scrittura, la scienza o la saggezza dei Vigilanti, e che descrisse in un libro le costellazioni del cielo secondo l'ordine dei mesi loro propri, affinché gli uomini potessero conoscere le stagioni dell'anno secondo l'ordine dei diversi mesi..."
Nel Brontologion, segretissimo testo sacro di Quram, pare siano contenute formule ed indicazioni astrali utilissime e necessarie per poter prevedere il futuro mediante la lettura del cielo e della posizione della Luna e delle stelle. Il Testamento di Amran descrive, in buona sostanza, esseri-serpenti, la cui effige è stata rinvenuta in numerose tombe della città di Ur dei Caldei.