domenica 15 giugno 2025

L’arte della scrittura

 Scrivere è una professione. Non tutti la sanno fare, anche se tutti noi siamo andati a scuola e abbiamo imparato a leggere e scrivere. Ma è come dire che prendere la patente significa poi saper guidare bene. Non è evidentemente così. 

Poi saper scrivere bene non è solo un fatto grammaticale. Vuol dire riuscire a comunicare, a informare, qualche volta anche a insegnare. Abilità non comuni e soprattutto non facili da imparare. 

E poi, è quasi un dovere morale, un rispetto nei confronti di chi perde tempo a leggere, ad ascoltare, dedicando a questo una parte , anche minimale, della sua esistenza.

Per scrivere bene si deve avere conoscenza, di base, fantasia, certamente, tecnica, di sicuro, ma anche la voglia di raccontare qualcosa e non semplicemente di dimostrare in modo quasi infantile quanto siamo più bravi e competenti di chi ci legge. Ma, anzi, porsi il problema di farsi capire da chiunque abbia la pazienza di leggere o di ascoltare, sperando di ottenere informazioni e conoscenze. Divulgando nel modo più efficace.

domenica 9 marzo 2025

Dalla “democrazia” alla “elettocrazia”

 In tutto il mondo “democratico” le attività governative non sono più indirizzate a soddisfare le esigenze della collettività quanto piuttosto a incrementare il consenso elettorale, privilegiando dunque le scelte più convenienti anziché quelle più utili.

Non si insegue più il bene comune ma si cerca di accontentare l’interesse particolare di questa o quella categoria: e ogni leader viene misurato non in base alle competenze e capacità ma sulla base dei risultati elettorali conseguiti.

La tanto promulgata e dichiarata democrazia è stata trasformata in mera e incompetente elettocrazia.

sabato 15 febbraio 2025

30 anni di sorrisi

 Il 2025 inizia con i festeggiamenti per i miei 30 anni di professione: era il 30 Gennaio 1995, data di iscrizione all’Albo Odontoiatri, che ufficialmente iniziava il mio percorso professionale, un viaggio tra formazione, sacrifici e soddisfazioni che mi ha condotto fino ad oggi al raggiungimento di questi risultati e alla realizzazione di quelli che allora erano sogni e obiettivi lontani.

I ringraziamenti vanno a tutti coloro che mi hanno accompagnato in tutti questi anni: innanzitutto ai pazienti che hanno riposto in me la loro fiducia, ai miei familiari che hanno creduto in me dagli inizi fino ad oggi, al mio meraviglioso staff che si è evoluto e cresciuto nel tempo e che mi supporta ogni giorno nel migliore dei modi.

Inizia, dunque, un anno caratterizzato da questo traguardo ma che ci vedrà impegnati in nuove progettualità, tra cui una campagna “ 30 anni di Sorriso Digitale” ricca di attenzioni verso i nostri affezionati pazienti.




domenica 26 gennaio 2025

Caro Indro…

 Il circo mediatico è mediatico per definizione. Ma diventa particolarmente circo quando combatte le proprie battaglie all’insegna del politicamente corretto: un concetto ambiguo, che viene usato in maniera fluida e naturalmente soggettiva.

Innanzitutto si dovrebbe invece parlare di scientificamente corretto, che significa rispettare l’oggettività dei fatti. Cosa sia scientificamente corretto lo stabilisce la scienza e la legge dovrebbe proibire agli ignoranti di dire la loro su ciò che ignorano, lasciando umilmente la parola agli specialisti che eviterebbero tanti inutili discorsi dei nullologi e dei tuttologi…

martedì 31 agosto 2021

Senza la “pietra di volta” tutta la comunità cade

 Come può un sistema perfetto ammalarsi? Basta non rispettare i suoi principi e perseguirne altri, detto in altri termini: non riconoscere e scartare la “pietra di volta”, esaltando quegli stessi vizi che il sistema si prefigge di purificare: il potere, l’ego, la materialità e l’ignoranza che li genera. L’esaltazione della furbizia, l’inganno, il tradimento, l’infamia, il rancore, la vendetta e soprattutto gli interessi personali, prendendo il posto dei valori spirituali, hanno il potenziale di formare schiavi invece che uomini liberi e di buoni costumi. 

Per “marcare bene” occorre la massima coerenza verso ciò che si professa.

Metaforicamente, di fronte alla cancrena bisogna usare il bisturi per dividere la parte infetta da quella pura, non esiste alternativa se non si vuole giungere alla cancrena totale del sistema.

Quando una comunità diventa palesemente incoerente con i valori che la costituiscono, il principio della rigida obbedienza va sostituito con quello della libertà di cuore.

La giusta via la troviamo nella nostra interiorità, nei dettami della coscienza, nella pura verità, per questo servono “autocritica e rinnovamento della coscienza”.

“Chi ha orecchi ascolti”.

martedì 17 agosto 2021

L’arte di correre in discesa

 “Sono in questa vita da cinquant’anni, ne scruto l’enigma da quarantadue, e da trentacinque tengo un diario pieno di idee su come risolverlo. Appunti su successi e fallimenti, gioie e dolori, cose che mi hanno stupito o che mi hanno fatto ridere di cuore. Appunti su come essere sereno. Come stressarmi di meno. Come godermela. Come fare meno male a me stesso. Come diventare un brav’uomo. Come dare un significato alla mia vita. Come essere più io.” 



Green lights… Questo libro di Matthew McConaughey oltre a rappresentarmi col titolo, l’arte di correre in discesa, mi ha fatto rivivere i miei quasi (tra una settimana) cinquant’anni di questa vita…

domenica 14 marzo 2021

Convenienza e dignità

 Il termine "convenienza" può essere usato secondo diverse accezioni, ma quella che più si addice ad un uomo libero e di buoni costumi non sarà mai quella che fa riferimento all'egoismo, al tornaconto materiale, sociale o economico, cioè quella invece di chi sceglie di appartenere al mondo degli animali furbi e "gobbi".

L'uomo elevato sarà sempre portato ad una forma di discernimento del proprio agire che si basa sia sulla logica sia sulla morale, in una visione universale di giustizia intrisa di divino.

" Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine" (De Hominis Dignitate).

Con il termine "dignità" ci si riferisce al valore intrinseco dell'esistenza umana che ogni uomo, in quanto persona, è consapevole di rappresentare nei propri principi morali, nella necessità di mantenerli liberamente per se stesso e per gli altri e di tutelarli nei confronti di chi non li rispetta.

Come tutti i beni immateriali, la dignità non è un bene trasferibile, ma è un valore intrasferibile, incondizionato, personale e privato di ogni persona.

La dignità, valore fondamentale di ogni uomo libero, si perde quando ci si lascia umiliare e boicottare in modo sistematico.

L'uomo dignitoso è dunque un uomo libero, colui che vuole essere se stesso, in linea con il proprio sentire morale ed ha la forza di resistere a qualunque ricatto morale o affettivo. 

L'uomo libero non potrà mai accettare i compromessi legati alla convenienza dei "gobbi".


(un ringraziamento all'amico fraterno Giampiero che ha condiviso questi concetti, tratti dalla raccolta "Il gobbo truffaldino")

domenica 7 febbraio 2021

Vi dirà...


Vi dirà che lui è il più bello, 

Vi dirà che tutti lo chiamano,

Vi dirà che tutti lo amano,

Vi dirà...

...che senza di lui non potrete vivere,

... che lui se ne andrà e voi lo rimpiangerete,

... che qualcuno si strapperà i capelli,

... che lui finora ha garantito per la vostra incolumità,

... che tutto quello che ha fatto lo ha fatto per voi.

Vi dirà che se lo seguirete sarete ricompensati,

forse Vi parlerà anche di salvezza eterna,

Vi dirà che un giorno siederete alla sua destra,

forse anche nel regno dei cieli,

Vi dirà che non dovete fare domande,

anche perché non ve lo consentirà,

dovete avere solo fede in lui. 

Vi dirà...

... che dopo di lui non ci sarà più nessuno,

... che abbandonerà un percorso per scelta sua,

perché non lo meritano,

Vi dirà che chi non lo segue è perduto,

Vi chiederà di fare una scelta.

Vi dirà...

Ma io Vi prego, non svegliatelo,

lasciatelo sognare,

assecondatelo, lo fa per voi,

Vi farà anche risparmiare,

forse Vi ammetterà di averci speso del suo per il vostro sogno,

ma il sogno è solo il suo, 

chi siete Voi per svegliarlo...???


(poesia tratta dalla raccolta su "Il gobbo truffaldino")

domenica 12 luglio 2020

Calabria, un’estate al sole...

Dopo un periodo travagliato, inaspettato e sconvolgente per l’emergenza sanitaria che ha coinvolto il mondo intero, ognuno di noi cerca di ritrovare quella normalità che non si immaginava mai di poter perdere. Ancora non completamente fuori da questa esperienza, mentre in altre parti del globo si sta combattendo quotidianamente contro questo terribile virus che ha fatto migliaia di vittime ovunque, per fortuna nella nostra terra, la Calabria, martoriata da tante altre piaghe sociali ed economiche, i danni sono stati limitati: un pò perché lontani dagli scali mondiali che a causa dei loro flussi sono stati più colpiti, un pò perché culturalmente più impauriti ci siamo chiusi nelle nostre case ed abbiamo rispettato rigorosamente le indicazioni del lockdown.
Già da un paio di mesi abbiamo ripreso con tutte le dovute precauzioni le nostre attività lavorative e, grazie a questo status più sicuro rispetto ad altre regioni italiane, siamo ripartiti col vantaggio di essere risultati una delle regioni meno colpite e più attente a contenere il contagio, con l’auspicio che questo possa darci una spinta in più a valorizzare quelle bellezze e caratteristiche che ci contraddistinguono. 
L’estate è la stagione più idonea per mettere in mostra le nostre eccellenze e, grazie anche al nostro carattere, alla nostra indole e alla nostra storia, abbiamo il dovere di farci trovare pronti in questo momento, per passare una bellissima estate al sole....


martedì 26 maggio 2020

Liberi di ripartire

È iniziata una nuova fase, quella della convivenza forzata col Coronavirus, quella in cui bisogna ripartire con un rischio calcolato da accettare. Molte serrande si sono rialzate, altre si rialzeranno a breve, alcune tarderanno a farlo, ma si spera possano farcela al più presto. Man mano ci stiamo riappropriando delle nostre vite.

Certo, nulla sarà più come prima: il necessario distanziamento sociale, le mascherine, insomma le norme che disciplinano questa fase ci fanno ancora stare in allarme, ma questo non deve fermarci nella nostra determinazione nel ripartire. Dobbiamo farlo, con intelligenza, ma dobbiamo farlo.

Per cui oggi ci sentiamo più felici di ieri, più liberi di poter prendere un caffè al bar pur senza stringere la mano all’amico che incontriamo dopo mesi. Ci sentiamo liberi di poter prendere l’auto e girare per le città, per le strade di campagna, solo per il piacere di farlo, senza dover spiegare o giustificare nulla con nessuno.

Facciamo tesoro di quanto successo per costruire un domani più solido e sereno, di modo che questi mesi che abbiamo trascorso chiusi in casa non siano stati vani e siano solo un ricordo, brutto, da mettere in un cassetto.

sabato 2 maggio 2020

Bagaladi, le mie origini

Circa 7 anni fa, scrissi un post La valle dell’olio su questo foglio stropicciato raccontando di Bagaladi, il paese che mi diede i natali, dove io ho trascorso la mia infanzia e dove mio padre mi parlava spesso dei  suoi genitori, i miei nonni che purtroppo io non ho mai conosciuto e che appartenevano a due delle famiglie più importanti del paese, i Misiano e i Pannuti. Rimanevo sempre affascinato da questi ricordi e quando qualche giorno addietro ho letto una descrizione storica molto accurata di Bagaladi su un sito della Sovraintendenza mi è presa la voglia di volerlo condividere e citare testualmente. Buona lettura.


“Immerso nel verde degli uliveti, Bagaladi è situato su una collina ai piedi del Monte Sant’Angelo, a circa 450 metri s.l.m., ed è una delle due porte di accesso al Parco Nazionale d’Aspromonte.
Gli storici locali avanzano l’ipotesi che il centro sia stato fondato dopo il X secolo, in considerazione del fatto che il territorio di Bagaladi, Valle Tuccio, ospitava, secondo quanto tramandato dalle fonti storiche, numerosi monasteri basiliani: la Badìa di San Teodoro in prossimità dell’attuale centro abitato; il Monastero di S. Angelo e quelli di S. Fantino e S. Michele.
Il borgo si adagia ai piedi di Monte Sant’Angelo, così chiamato per l’esistenza del monastero di San Michele Arcangelo, l’Archistratega. Nell’XI secolo il centro monastico, detto anche ta Kampa “i Campi”, era così importante da vantare il titolo di archimandritato.
Nella sua chiesa si conservarono, fino nel XVII secolo, le reliquie di San Gerasimo, un monaco morto nella valle il 25 Aprile 1180. Potrebbero provenire da questo edificio sia l’icona della Madonna con Bambino e San Gerasimo, sia la scultura di San Michele, (oggi custodite nella Fondazione del Piccolo Museo San Paolo di Reggio Calabria) databili, la prima tra Quattro e Cinquecento, e la seconda al XVII secolo. Dal Tardo Medioevo fino al 1806, Bagaladi fu compreso nel feudo di Amendolea.
Bagaladi conserva due pregevoli scultore marmoree: il gruppo dell’Annunciazione della Vergine, commissionato nel 1504 ad Antonello Gagini dal presbitero greco Iacopo Virducio ed un Crocifisso, riferibile molto probabilmente alla medesima bottega. Le opere furono trasportate nel 1908 dalla chiesa dell’Annunziata alla chiesa parrocchiale dedicata a San Teodoro, il santo guerriero che, insieme a San Giorgio e l’Arcangelo Michele, proteggevano i bizantini di Valle Tuccio dagli Arabi.
Il nome Bagaladi sembra derivare da Bagalà che con tutta probabilità era un cognome reggino (forse dall’arabo Baha’ Allah, “bellezza che viene da Dio”) con l’aggiunta del suffisso -adi, dal greco ades.
L’insediamento è di probabile origine araba.
Bagaladi ebbe un peso notevole in epoca normanna ed in epoca sveva, per una serie di privilegi feudali accordati.
Alcuni documenti del periodo normanno, confermano l’esistenza di possedimenti nella Vallata del Tuccio sin dal 1095 che successivamente furono donati all’Archimandrita del San Salvatore di Messina.
Nel secolo XIII gli Angioini annoverano la Vallata del Tuccio fra le sei signorie ecclesiastiche calabresi che diventò quindi feudo, compreso nella baronia di Guglielmo di Amendolea. In un secondo tempo il feudo passò agli Abenavoli e a Bernardino Martirano per essere poi acquistato dai Mendoza che nel 1624 lo vendettero ai Ruffo di Scilla i quali lo tennero fino all’eversione napoleonica del 1806.
Fra gli abitanti illustri di Bagaladi c’è il pittore Nunzio Bava, il maggiore esponente del verismo calabrese del Novecento. Tra le sue opere si annoverano quattro grandi composizioni d’arte sacra per la Cattedrale di Reggio Calabria; altre sue opere sono presenti nel Santuario di San Paolo, nella Chiesa del Carmine e nella Cattolica dei Greci di Reggio Calabria.
Camminando per le viuzze del borgo, che confluiscono tutte nella piazza centrale, incontriamo la chiesa di San Teodoro e della Santissima Annunziata, edificata nel 1933 in sostituzione delle due chiese distrutte dal terremoto del 1908. Essa custodisce al suo interno due opere: lo straordinario gruppo marmoreo dell’Annunciazione, realizzato nel 1504 da Antonello Gagini con il marmo bianco di Carrara e un crocifisso marmoreo del 1500. Rilevanti anche le antiche campane che pare siano state rinvenute tra le rovine di una delle laure dei santi eremiti di Valle Tuccio.
Da visitare anche Palazzo Pannuti, Palazzo Misiano, il centro storico e nei dintorni i mulini ad acqua, i frantoi e le case coloniche databili tra ‘700 e ‘800.
Fiore all’occhiello del borgo è l’antico Frantoio Iacopino oggi Porta del Parco Nazionale dell’Aspromonte, frantoio tra i più importanti della zona nonché il primo a utilizzare l’acqua come forza motrice. Totalmente ristrutturato, ospita oggi al suo interno il museo dell’olio, che custodisce un prezioso frantoio grimaldiano con ruota idraulica il cui funzionamento viene illustrato da un esperto.
Presso la Porta del Parco è disponibile un centro informazioni dove vi è la possibilità di scoprire i sentieri che portano alla scoperta dei ruderi degli antichi cenobi dei santi italo-greci.
Vi è inoltre una bottega artigiana dove si lavora la creta come da antica tradizione e dove si possono ammirare e acquistare prodotti fatti a mano.”

lunedì 20 aprile 2020

Come sarà?

In questo momento tutto il mondo si pone davanti a questo grande interrogativo. E non si tratta solo di far ripartire l’economia, ma come sarà la quotidianità del domani? Quali paure, quali incertezze, quali abitudini ci porteremo dietro dopo questo evento di notevole portata che ci ha colpito in maniera improvvisa e devastante? Ma soprattutto, cercheremo di riportare il mondo a quello che avevamo prima di questo tsunami o cercheremo di ridisegnarlo, magari migliorandolo? Inutile ricordare che, prima del coronavirus, il mondo non ci andava bene: le problematiche ambientali e sociali ci rammentavano che eravamo arrivati al punto che avremmo dovuto prendere una decisione importante per svoltare definitivamente. Il virus ha creato quella tabula rasa che ci mette adesso nelle condizioni di scegliere: decidere che tipo di economia vogliamo, che possa rendere felici tutti, rispondere adeguatamente alle questioni globali, fin qui in costante peggioramento, organizzare un piano di rispetto verso la natura e il pianeta, che oramai era diventato insofferente. Insomma, abbiamo un’occasione unica, irripetibile. La notizia più entusiasmante legata a questa crisi epocale è che ci sta offrendo inestimabili opportunità per un nuovo inizio. Possiamo progettare il futuro hardware e software del mondo su uno schermo praticamente vuoto. Il momento è adesso, se dovessimo perdere questa opportunità imboccheremo una strada peggiore della catastrofe provocata dal coronavirus.

domenica 19 aprile 2020

La nostra rivoluzione digitale

Già da qualche anno il nostro Centro Odontoiatrico Misiano si è avviato verso quella rivoluzione digitale che sta investendo tutto il mondo professionale, in particolare quello del settore dentale.
Avevamo intrapreso questo viaggio iniziando con la radiografia digitale in studio, in primis con quella endorale dopo con l’ortopantomografia. Oggigiorno siamo dotati di strumenti che in spazi contenuti ci danno la possibilità di una diagnosi immediata, precisa e ottimale per poter in tempo reale intraprendere cure odontoiatriche mirate e di eccellenza: il tutto avendo a disposizione live in postazione per l’operatore le immagini digitali del contesto operativo prima, durante e dopo l’intervento.
Successivamente, ci siamo avvalsi dell’opera digitale dei nostri collaboratori più stretti, ossia gli odontotecnici, che si adoperavano ad utilizzare nei loro laboratori tecnologie digitali per la realizzazione di manufatti protesici: lo zirconio è il materiale ad oggi più utilizzato che ha garanzie estetiche e funzionali per dare ai pazienti la soluzione protesica migliore. La sua lavorazione avviene tramite scansioni delle impronte, costruzione progettuale computerizzata del manufatto e realizzazione dello stesso tramite fresaggio di blocchi di zirconio che portano ad un prodotto finito di alta precisione e robustezza.
Per completare il nostro passaggio al digitale mancava ancora un tassello molto importante: lo scanner intraorale che ci avrebbe permesso di rilevare le impronte dei pazienti con assoluto rilievo dei dettagli, in maniera comoda e veloce, ed inviarle al laboratorio con un semplice clic per via telematica. E proprio in questo ultimo periodo abbiamo completato il nostro percorso con l’acquisto di questa ultima tecnologia che ci ha permesso definitivamente il salto al digitale. In effetti, con l’ausilio dello scanner le procedure operative in protesi cosi come in ortodonzia si semplificano e accelerano i processi produttivi consentendo un risultato di eccellenza, sia in termini di disagio al paziente sia di precisione finale ed estetica assoluta.
E proprio in ortodonzia siamo un punto di riferimento per i nostri pazienti, in quanto la tecnica di ortodonzia invisibile Invisalign, di cui siamo provider Platinum, è la massima espressione di quella innovazione digitale che ha caratterizzato negli ultimi anni tutto il mondo del dentale e non solo il nostro Centro. Dalla scansione delle impronte, inviate in tempo reale ai tecnici Invisalign dall’altra parte del globo terrestre con una prescrizione clinica accurata, viene elaborato un piano di trattamento con simulazione digitale su un software appropriato che l’operatore può ancora manipolare a suo piacimento fino al risultato finale e che può essere condiviso anche al paziente ancora prima di essere approvato. Dopo l’approvazione dello stesso, in tempo reale parte la produzione delle mascherine ortodontiche personalizzate, prodotte anch’esse con apparecchiature digitali in un processo automatizzato che prevede la produzione di milioni di mascherine quotidiane da inviare in tutto il mondo. Quindi in pochi giorni il paziente si ritrova ad indossare uno strumento totalmente innovativo che nel giro di pochi mesi gli regalerà un sorriso perfetto senza alcun disagio relazionale e funzionale, in quanto il trattamento sarà effettuato attraverso l’uso di strumenti comodi, invisibili e precisi.
Per finire, il nostro Centro Odontoiatrico Misiano ha completato la sua opera di digitalizzazione creando e registrando un marchio inconfondibile che andrà a caratterizzare il nostro Brand in un’epoca in cui la comunicazione e i social media sono importanti e meritano la nostra attenzione quanto la professionalità, l’aggiornamento e la competenza del nostro staff e dei nostri operatori. Nasce dunque nell’anno 2020 CM sorriso digitale.
www.sorrisodigitale.com

giovedì 16 aprile 2020

Liberarsi dalla mediocrità

In questo periodo di riposo forzato dal lavoro, ho avuto modo di riflettere e ragionare su tutto ciò che mi sono ritrovato nel tempo ad avere attorno. Ho avuto molto più tempo da dedicare alla famiglia ed agli affetti, ho apprezzato le piccole cose della quotidianità, ho analizzato il mio modo di rapportarmi professionalmente, cercando di trovare soluzioni atte a migliorare la mia esperienza lavorativa alla ripresa. Di base, devo anche affermare che io ho sempre cercato di vivere al meglio le mie esperienze, ho imparato l’importanza di avere intorno soltanto la massima qualità, in qualunque contesto mi sia mai confrontato. Ho un grande spirito agonistico ed ho cercato sempre avversari di altissimo livello con cui confrontarmi, sul lavoro mi sono sempre affidato ad aziende e prodotti di eccellenza ed ho avuto sempre soddisfazioni e risposte che arricchiscono soprattutto eticamente e moralmente. Nella vita privata cerco sempre i cibi migliori, libri originali e profondi, esperienze di viaggio incantevoli e condivise, ma soprattutto quando si tratta di relazioni mi circondo di persone che mi rendono felice e mi spronano a diventare un uomo migliore. La vita è troppo preziosa per sprecarla con gente che non ci capisce, con cui non si è in sintonia, che ha valori diversi e standard inferiori a te. Ho sempre voluto continuare ad insistere sul mio impegno personale nell’eccellenza qualitativa, in tutto ciò che mi circonda, a cominciare dagli amici che hanno sempre rispecchiato i miei valori e hanno ricambiato almeno o più di quanto io riuscissi a dare; non nego di aver provato a tirare qualcosa di buono da chi nulla di buono poteva dare, tanti purtroppo, ma che non mi hanno deluso perché sapevo in partenza che fossero dei mediocri.
Quello che ti sta attorno plasma il tuo modo di percepire, di essere ispirato e di portare le cose a compimento. Il vero scopo del lavoro non è soltanto fare la tua fortuna personale, la vera ragione per partecipare al gioco è rendersi utile alla società, il principale obiettivo degli affari è mettersi al servizio.
“Eleviamoci tutti e allontaniamoci dalla mediocrità, costruiamoci degli anticorpi contro di essa”.

lunedì 13 aprile 2020

Un evento epocale

Ho atteso un pò di tempo prima di scrivere qualcosa sul fenomeno incredibile che ci ha colpiti a tutte le latitudini in maniera inesorabile: la sorpresa è stata veramente tanta, nessuno ci si poteva aspettare tutto quello che è successo ripensandoci poco più di un mese addietro. A metà gennaio scoppiava questa temibile epidemia di Coronavirus in Cina, nella provincia dell’Hubei e precisamente nella città di Wuhan, e tutti quegli avvenimenti che ci arrivavano da quei territori così lontani sembravano surreali e molto distanti dalle nostre vite e dalla nostra quotidianità: vedere immagini di un drone in giro per una metropoli fantasma di 11 milioni di abitanti barricati in casa sembrava uno scenario da film. Quella che sembrava una semplice influenza si stava dimostrando invece molto aggressiva e fatale.

Purtroppo quello che non potevamo immaginare è che all’improvviso ci saremmo ritrovati anche noi dentro quello spaventoso film: dopo la Cina la nostra nazione si è trovata coinvolta in primo piano da questa terribile tragedia, in particolare le regioni del Nord. Quello che sembrava uno scenario distante e impossibile da vivere dalle nostre popolazioni si è tramutato in un’apocalisse che ci ha travolti e che si è allargata a tutto il resto del mondo con una velocità ed una aggressività dirompenti, cogliendo impreparati paesi e continenti interi che fino al giorno prima si credevano immuni a qualsiasi evento disastroso del genere. Ci siamo ritrovati chiusi a casa e privi delle nostre certezze affettive e lavorative, catapultati in una dimensione incredibile ed epocale: l’OMS dichiarava lo stato di PANDEMIA ed a tutt’oggi non siamo in grado di capire come si possa uscire da questo incubo, con quali conseguenze e quali difficoltà. Cercando di rimanere ottimisti e propositivi, ci auguriamo che passi tutto in fretta e che rimanga solo un brutto ricordo.

lunedì 6 gennaio 2020

MTB, natura e salute

E con il nuovo anno abbiamo ripreso anche le nostre passioni che da qualche mese stavamo trascurando per i vari impegni che ci hanno positivamente coinvolto e che fra qualche giorno vi esporremo.
Ma tra tutti gli hobbies quello della bicicletta ci mancava un po’ : quindi anno nuovo e riprendiamo le vecchie abitudini, incontriamo i vecchi amici di pedalate e affrontiamo nuove sfide con nuovi stimoli, sempre a cavallo della nostra mtb. E a parte lo sport e lo svago a beneficiare è soprattutto il nostro benessere psicofisico: il silenzio in cui si è immersi e la bellezza dei luoghi che si attraversano contribuiscono ad allentare lo stress, hanno effetti positivi sull’umore, favoriscono la concentrazione e aiutano a superare i propri limiti. Ma soprattutto ci permettono di iniziare il nuovo anno col piglio e con l’entusiasmo giusto.



Buon decennio

È appena iniziato un nuovo anno e mi sembra giusto fare gli auguri anche da qui a tutti gli amici e lettori del nostro blog: finora abbiamo utilizzato il profilo Facebook o la pagina del nostro Centro Odontoiatrico Misiano, così come il profilo privato Instagram o il nuovo professionale dentista.odontoiatra.misiano che vi consigliamo di seguire.
Ma sembra giusto riprendere il filo del blog che tra tutti gli strumenti di comunicazione è quello a cui sono più affezionato, e da qui voglio augurare a tutti voi non solo il buon 2020 ma anche il buon decennio che è appena iniziato, che sia foriero di entusiasmo, voglia di fare cose buone e belle e tanta salute e serenità....


sabato 26 ottobre 2019

Il sacrificio ripaga

Ci svegliamo la mattina, ci mettiamo nel traffico, raggiungiamo il posto di lavoro ed iniziamo a guadagnarci la pagnotta quotidiana. Ma questo non è scontato, almeno per chi conosce il prezzo del sacrificio. Talvolta va bene, altre va male, ma fa parte del gioco. Questo è il pensiero di chi vuole ottenere qualcosa nella vita e non solamente sopravvivere agli eventi: c’è chi cerca di costruire un futuro roseo, migliore, più ricco di soddisfazioni e altri che “speriamo di arrivare a fine mese” e che “io il lavoro l’ho comunque fatto”. Pur rispettando entrambi i modi di pensare, mi permetto di propendere per il primo. È più rischioso, questo lo si sa, ma è anche quello che lascia meno rimpianti.


domenica 14 aprile 2019

Vini preziosi

In tempo di crisi degli strumenti finanziari, si cercano ulteriori beni di lusso in cui rifugiarsi, ed accanto ad opere d’arte, gioielli ed orologi troviamo anche vini di lusso. Ci sono vini italiani e di alto blasone che vengono considerati ottimi beni di investimento. Sono molti i collezionisti, italiani e non, che puntano su etichette di questo nettare prezioso e non solo per consumarle in occasione di eventi speciali. La gran parte di queste bottiglie, che hanno costi che vanno dai 500 ai mille euro, vengono conservate in caveau come lingotti d’oro per poi essere a volte rivendute con un ottimo margine di guadagno. Tra questi troviamo il Barolo e il Brunello di Montalcino che rappresentano il simbolo dell’enologia italiana. 
Nel primo caso un’etichetta rinomata è quella dell’azienda Voerzio, cantina tra le più apprezzate nel mondo. I cru “Rocche dell’Annunziata” e “Torriglione”, con viti piantate negli anni ’50, si caratterizzano per i loro terreni di origine calcarea che contribuiscono alla definizione e alla grande eleganza di uno dei più famosi Barolo di Langa. 
Tra i Brunello, quello di Biondi Santi è una vera e propria icona. A questa cantina si deve la nascita della denominazione: Clemente Santi sul finire dell’800 sperimentò a lungo la vinificazione del Sangiovese, ottenendo risultati eccellenti e il premio all’Esposizione Universale di Parigi del 1865 con il suo “vino rosso scelto”. Oggi, il Brunello di Biondi Santi è un grande classico, la cui maturazione di 36 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia è la stessa da oltre un secolo. 
A questi primi due si aggiunge l’Amarone, il vino italiano di pregio più conosciuto al mondo con le sue innate asterità ed eleganza. L’ Amarone di Romano Dal Forno è un altro dei capolavori dell’enologia italiana che, fortunatamente, si rinnova da diversi anni. I giapponesi impazziscono per questo vino sontuoso, morbido e seducente come nessun’altro al mondo. Dopo la vendemmia, i grappoli di uva di tutte e quattro le varietà previste dal disciplinare sono lasciati appassire, e pigiati solo verso la metà di dicembre. Dopo la fermentazione, l’invecchiamento è svolto per 36 mesi in barrique nuove. Infine, l’Amarone della Valpolicella DOC di Romano Dal Forno si completa con due anni di riposo in bottiglia.
Tra i vini preziosi non manca il vino bianco: per l’esattezza un Trebbiano. Tra le eccellenze enologiche di questo straordinario paese che è – per il vino e non solo – l’Italia, c’è anche la versione di questo vino prodotta in Abruzzo dalla cantina Emilio Pepe. Del Trebbiano siamo abituati forse a vedere le interpretazioni più commerciali, invece si tratta di un bianco che può raggiungere livelli di eccellenza assoluta. Grazie a vigneti che godono di esposizioni perfette ed alla cura maniacale del lavoro in cantina Emidio Pepe sforna ogni anno vini di assoluti spessore ed eccellenza. Le escursioni termiche della zona in cui sorgono i vigneti, incastonata tra il Gran Sasso e il mare, portano a vini bianchi di grande longevità, eleganti e raffinati.



La vita è strana ed imprevedibile

Non c’è una linea retta da tracciare e da percorrere quando si vive veramente. In un percorso cerchiamo sempre di raggiungere la meta seguendo la via più breve e sicura, ma spesso ci ritroviamo a dover cambiare stradai rettilinei ci sono, ma poi ci troviamo di fronte le curve, alle volte cambiando totalmente direzione, in altri casi, semplicemente variando leggermente lungo la carreggiata. Qualche volta, gli ostacoli improvvisi ci impongono sterzate decise, ed è in quei casi più che mai che dobbiamo farci trovare pronti con i riflessi.
Nella nostra vita quotidiana troviamo spesso le difficoltà: noi stabiliamo degli obiettivi, tracciamo un piano d’azione per raggiungerli, e cerchiamo di esser bravi a raggiungerli nel minor tempo possibile. Ma se fosse così facile, tutti realizzeremo i nostri sogni ma la realtà, invece, è ben diversa. Il destino ci riserva spesso qualcosa di inaspettato ed è proprio in questi momenti che bisogna saper prendere la vita per come viene, accettando gli imprevisti allo stesso modo con cui si festeggiano i successi. La vita è strana e imprevedibile, e prepararci ad ogni evenienza deve divenire un nostro punto di forza, per affrontarla nel migliore dei modi, imparando a lasciarci cullare dalle acque, dal vento e rilassarci un po’ di più, assaporando quanto di buono, troppo spesso, diamo per scontato.